Home > Blog
Blog
Fiocchi di neve in 3D PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Armellin   
Mercoledì 17 Aprile 2013 18:32

Tutti noi abbiamo in mente la classica forma del fiocco di neve, ma questo cristallo piatto, a sei facce con delicati motivi a filigrana di rami appuntiti si verifica solo in circa uno su 1000 fiocchi. Un fiocco di neve visto in 3D è una cosa totalmente differente. I ricercatori dell'università dello Utah hanno sviluppato un sistema che può fotografare i fiocchi di neve senza toccarli, letteralmente mentre cadono dal cielo. Catturando una serie di immagini dei cristalli con un tempo di esposizione di 1/40.000 di secondo, rispetto a circa un tempo di 1/200s in normale fotografia, la fotocamera sta rivelando la vera diversità di forma che i fiocchi di neve presentano.

3D snow Flake

Oltre a fornire belle immagini 3D in tempo reale di un fiocco di neve, l'obiettivo di questo progetto è quello di migliorare i modelli fisici che simulano la formazione dei fiocchi di neve e il loro comportamento in atmosfera. Dati più precisi su quanto velocemente cadono i fiocchi di neve e come le loro forme interagiscono con il radar, migliorerà le previsioni di quando e dove le avverranno le tempeste di neve e quanta ne verrà scaricata.
Noi ci limitiamo a meravigliarci per l'eccellente tecnica messa a punto e per le splendide forme che la natura ci riesce sempre a regalare.

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Aprile 2013 07:02
 
L'immagine a più alta risoluzione mai fatta di Machu Picchu PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Armellin   
Domenica 24 Marzo 2013 17:54

Il fotografo Jeff Cremer ha recentemente catturato la foto a maggior risoluzione di sempre di Machu Picchu, la destinazione turistica più popolare in Perù ed una delle Nuove 7 Meraviglie del Mondo. A differenza di altri progetti gigapixel, questo è anche molto ben documentato, ed offre un interessante "dietro le quinte" di come sono fatte queste immagini gigantesche.

La fotografia risultante ha una risoluzione di poco meno di 16 gigapixel, e può essere visualizzata tramite questo visualizzatore on-line. Solo per darvi un'idea di quanto massiccia sia la foto in realtà, ecco l'immagine completa con un riquadro ingrandiamo al 100% una piccola porzione dell'immagine:

Image credits: Jeff Cremer/Destin S.

Cremer ha usato una testa fotocamera robotizzata GigaPan, una Canon 7D ed un obiettivo Canon 400 millimetri per il panorama, che si compone di 1.920 singoli scatti da 18MP, ovviamente in RAW. La scelta per la Canon 7D è dovuta al fatto che il fattore di crop gli avrebbe dato una lunghezza focale supplementare, trasformando la sua lente da 400 millimetri in una da 640 millimetri. Ha usato un ISO basso, ed un tempo di esposizione molto breve: 1/640s.
Una volta acquisiti i quasi 2.000 scatti, ha elaborato tutti i file RAW tramite Adobe Bridge, e poi li ha inviati ad un amico per la loro elaborazione. Ci sono voluti un Mac Pro con una hexacore da 2,67GHz e ben 32 GB di RAM impegnato per cucire insieme il panorama per ben 1,5 ore; creando un file di 47GB. Caricare la foto sul sito di GigaPan ha richiesto 11,5 ore.

Ecco cosa Destin ha raccontato pianificazione e l'esecuzione della ripresa:
"Questa immagine ha richiesto mesi di pianificazione. Jeff vive in Perù, così ha lavorato su tutte le pratiche burocratiche prima del nostro arrivo. Abbiamo volato fino a Cusco, poi abbiamo preso una navetta per la stazione ferroviaria da cui abbiamo viaggiato ad Aguas Calientes. Abbiamo programmato le attività in modo da ottenere tutto in un giorno e poter tornare il secondo giorno a giocare, ma siamo andati via insoddisfatti. L'ultimo giorno abbiamo speso il denaro che avevamo portato per i souvenir per comprare un altro biglietto in modo da poter fare un ultimo giro di scatti. Alla fine, abbiamo scattato il Panorama in tre momenti diversi, durante tre giorni diversi.
Jeff Cremer ha continuato a combattere con i crash del software per ottenere l'immagine. Era quasi comico, perché la maggior parte delle persone si recano a Machu Picchu per rilassarsi, esplorare e rilassarsi. Per noi, è finito con l'essere un mix di stress per cercare di ottenere tutti i documenti, gestire tutte le nostre attrezzature, l'archiviazione dei dati, e le batterie. Ho già portato fotocamere ad alta velocità in zone molto remote, e Jeff ha vissuto come fotografo nella foresta pluviale peruviana per anni, quindi eravamo abituati a gestire equipaggiamenti ad alta tecnologia in luoghi difficili.
La cosa che ho trovato maggiormente interessante nella realizzazione di quest'immagine è che Jeff era costretto a regolare la messa a fuoco ogni poche righe di scatti in quanto la città di Machu Picchu era molto più vicina di quanto non fosse la montagna, Huayna Picchu sullo sfondo".

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Aprile 2013 11:46
 
Il Nightpod della ISS PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Armellin   
Martedì 19 Marzo 2013 21:37

Gli astronauti sulla ISS usano un "NightPod" per stabilizzare le loro foto in condizioni di scarsa illuminazione.

Il Nightpod


Dagli astronauti fotografi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale sono state inviate negli ultimi tempi alcune fotografie belle della Terra, ma vi siete mai chiesti come fanno catturare fotografie relativamente nitide delle città sulla Terra di notte?
La velocità con cui la ISS orbita intorno al nostro pianeta è davvero una grande sfida per la fotografia in condizioni di scarsa illuminazione, problema che gli astronauti in passato hanno cercato di superare utilizzando delle pellicole ad alta sensibilità o facendo una sorta di tracking manuale (che è decisamente poco affidabile). Per fortuna, i fotografi spaziali al giorno d'oggi hanno un nuovo asso nella manica: il NightPod.

Dopo aver scoperto che i treppiedi tradizionali semplicemente non sono adeguati per un utilizzo nello spazio, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha sviluppato per gli astronauti un nuovo particolare sistema di stabilizzazione, battezzato come NightPod. Il dispositivo aumenta notevolmente la nitidezza e la chiarezza delle fotografie catturate nelle zone notturne della Terra.

Quindi come funziona? Fondamentalmente utilizza una sorta di "meccanismo ad inseguimento", che è un sistema elettro-meccanico sul quale viene montata la fotocamera digitale che è in grado di compensare automaticamente il movimento della stazione spaziale mentre orbita attorno nostro pianeta. Si tratta di una straordinaria impresa, dato il fatto che la ISS viaggia a più di 17.000 miglia all'ora!

Utilizzare il NightPod richiede un po' di messa a punto. Prima di utilizzarlo per la fotografia, gli astronauti devono inserire i dettagli sull'orbita della stazione spaziale e la sua altitudine. Dopo di che, è fondamentalmente uno strumento da "impostare e dimenticare" - l'apparecchio può scattare fotografie autonomamente per 6 ore alla volta.
Ecco una foto di esempio scattata con il NightPod: è una foto di Liegi, in Belgio acquisita utilizzando una Nikon D3S e obiettivo da 180 millimetri:

Il primo NightPod ha debuttato sulla stazione spaziale nel Febbraio 2012, da allora molte delle foto notturne scattate dalla ISS sono state realizzate con l'aiuto del NightPod.
Non si sa ancora quando (o se) il NightPod sarà a disposizione dei "fotografi terrestri" per l'uso in altri tipi di fotografia.

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Marzo 2013 21:45
 
80 anni Nikkor PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Armellin   
Lunedì 11 Marzo 2013 21:31

A Gennaio del 2013 Nikon ha annunciato l'ottantesimo anniversario del suo marchio di lenti Nikkor e che il numero totale di lenti fabbricate in questi anni è di oltre 75 milioni di unità! La gamma di offerta include oggi più di 80 modelli di lenti.
Per celebrare l'occasione, Nikon ha rilasciato il video qui sotto, che offre un dietro le quinte sul modo in cui le sue lenti tanto diffuse sono fatte. Il video inizia dalla produzione del vetro con la sabbia e passa attraverso l'intero processo produttivo fino all'assemblaggio finale, il tutto in tre minuti e mezzo.

 


Il marchio per le lenti Nikon, NIKKOR è diventato nel tempo sinonimo di lenti per reflex di alte prestazioni e alta qualità reflex. Il nome NIKKOR deriva dall'aggiunta della "R", una pratica comune nella denominazione di obiettivi fotografici all'epoca della fondazione alla parola "Nikko", l'abbreviazione "occidentalizzata" per Nippon Kogaku K.K. Nel lontano 1933 l'obiettivo destinato al grande formato per la fotografia aerea è stato rilasciato con il nome di Aero-Nikkor.

Fasi del processo di fabbricazione delle lenti

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Maggio 2013 07:22
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 5